Camminata del silenzio del 30 aprile

Ho l’impressione che molti di noi temano il silenzio. Stiamo sempre afferrando qualcosa – testo, musica, radio, televisione o pensieri – per riempire lo spazio. Se silenzio e spazio sono così importanti per la nostra felicità, perchè non facciamo maggiormente posto per essi nella nostra vita?

 Conosco una donna la cui figlia amava partecipare alla meditazione seduta nel tempio Zen della zona e la incoraggiò a provare anche lei: “E’ davvero facile, mamma. Non sei costretta a stare seduta sul pavimento, ci sono delle sedie a disposizione. Non sei costretta a fare niente. Rimaniamo semplicemente seduti in silenzio”. Con estrema sincerità la madre rispose: “Credo di aver paura di fare proprio quello”.

 Possiamo sentirci soli persino quanto siamo circondati da molte persone. Siamo soli insieme. C’è un vuoto dentro di noi ?   i. Non ci sentiamo a nostro agio con quel vuoto, quindi tentiamo di riempirlo o di scacciarlo. La tecnologia ci fornisce numerosi congegni che ci permettono di “rimanere connessi”. Oggigiorno siamo sempre “connessi” ma continuiamo a sentirci soli. Controlliamo le email in entrata e i siti dei social media più volte al giorno. Spediamo per email o postiamo un messaggio dopo l’altro. Vogliamo condividere, vogliamo ricevere. Ci affaccendiamo  tutto il giorno nel tentativo di connetterci.

 Di cosa abbiamo così paura? Possiamo provare un senso di vuoto interiore, un senso di isolamento, di infelicità, di irrequietezza. Possiamo sentirci tristi e non amati. Possiamo avere l’impressione che ci manchi qualcosa di importante. Alcune di queste sensazioni sono molto antiche e sono sempre state con noi, sotto tutto il nostro fare e pensare. Avere una miriade di stimoli ci rende facile distrarci da ciò che stiamo provando, ma quando c’è silenzio tutte queste cose si manifestano chiaramente.

 Tutti i suoni intorno a noi e tutti i pensieri che rivisitiamo senza sosta nella nostra mente possono essere considerati una sorta di cibo. Il cibo commestibile, quello che mastichiamo e deglutiamo fisicamente, ci è familiare ma non è l’unico tipo di cibo che noi esseri umani consumiamo, è solo uno dei tanti. Quello che leggiamo, le nostre conversazioni, gli spettacoli che guardiamo, i giochi online che facciamo e le nostre preoccupazioni, pensieri e ansie, sono tutti cibo. Non stupisce che spesso non abbiamo posto per bellezza e silenzio nella nostra coscienza: ci stiamo riempiendo costantemente di moltissimi altri tipi cibo.

 Trascorriamo parecchio tempo cercando la felicità quando il mondo intorno a noi trabocca di meraviglie. Essere vivi e camminare sulla terra è un miracolo, eppure la maggior parte di noi sta correndo come se esistesse un luogo migliore in cui andare. La bellezza ci chiama ogni giorno, ogni ora, ma raramente siamo nella posizione di ascoltare.

 La condizione essenziale perchè possiamo sentire il richiamo della bellezza e rispondervi è il silenzio. Se non abbiamo il silenzio dentro noi stessi – se la nostra mente, il nostro corpo, sono colmi di rumore – non possiamo udire quel richiamo.
Nella nostra testa c’è una radio accesa, la stazione radiofonica NST: Non-stop Thinking (Incessante pensare). La nostra mente è piena di rumore, ecco perchè non riusciamo a udire il richiamo della vita, il richiamo dell’amore. Il nostro cuore ci sta chiamando ma non lo sentiamo. Non abbiamo il tempo di ascoltarlo.

 La consapevolezza è la pratica che acquieta il rumore dentro di noi.

 Thich Nhat Hanh – Il dono del silenzio

 

Esiste qualcosa di più grande e più puro

rispetto a ciò che la bocca pronuncia.

Il silenzio illumina l'anima, sussurra ai cuori e li unisce.

Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,

ci fa veleggiare nel firmamento dello spirito, ci avvicina al cielo; ci fa sentire che il corpo è nulla più che una prigione,

e questo mondo è un luogo d'esilio.

(Kahlil Gibran)

 

 

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