Domenica degli animali 28 ottobre

IL LUPO PRESENTA LA SUA STORIA
Questa è la mia storia.
Io sono un lupo.
Non mangio i bambini, anzi, mi piace raccontar loro le favole nelle notti di Luna piena.
I grandi però non lo sanno, e mi danno la caccia credendomi feroce e pericoloso.
Un giorno, mentre scappavo da un cacciatore, sono entrato in un giardino e mi sono
impigliato nei panni che erano lì stesi... Con il risultato di sembrare una vecchia signora!
Arrivato sulla soglia di una casa vicina, la coppia che stava uscendo mi ha scambiato per la
Tata che era attesa e doveva arrivare e così sono entrato.
La loro bambina si è accorta che ero un Lupo, così mi sono potuto togliere i panni e le ho
raccontato, con due favole, perché giudicare dalle apparenze è sbagliato e porta a
commettere gravi errori.
Purtroppo il cacciatore mi ha visto dalla finestra e mi ha sparato... Obbligandomi a
scappare.
Ora, anche se non posso più avvicinarmi alla città, quando la Luna è alta nel cielo, dal bosco
racconto le favole e la mia amica bambina, affacciandosi alla finestra, mi può ascoltare.

 

La leggenda della Luna Piena

In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.

In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.

Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:

- Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-

- Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata. Sono disperato… aiutami! – rispose il lupo.

La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi. E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.

- Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto – disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.

Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna. Poi sparì tra il folto della vegetazione.

Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.

I lupi lo sanno… E ululano festosi alla luna piena.

 

I 2 lupi

Un anziano Apache stava insegnando la vita ai suoi nipotini.

Egli disse loro:

“Dentro di me infuria una lotta, è una lotta terribile fra due lupi.

Un lupo rappresenta la paura, la rabbia, l’invidia, il dolore, il rimorso, l’avidità, l’arroganza, l’autocommiserazione, il senso di colpa, il rancore, il senso d’inferiorità, il mentire, la vanagloria, la rivalità, il senso di superiorità e l’egoismo.

L’altro lupo rappresenta la gioia, la pace, l’amore, la speranza, il condividere, la serenità, l’umiltà, la gentilezza, l’amicizia, la compassione, la generosità, la sincerità e la fiducia.

La stessa lotta si sta svolgendo dentro di voi e anche dentro ogni altra persona.”

I nipoti rifletterono su queste parole per un po’ e poi uno di essi chiese:

“Quale dei due vincerà?”

L’anziano rispose semplicemente:

“Quello che nutri.”

 

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